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Pensieri RibelliMarch 14 Passeggiate mattutine
Venerdì mattina, centro storico di Arezzo. La città si sveglia, con i suoi pregi, i suoi difetti e la solitudine di un uomo, la mia. Respiro la storia di mura antiche e di strade percorse dai secoli, sento il profumo di un futuro che vorrei vivere nello spazio circostante. Continuo a passeggiare, salgo i gradini del duomo, dopo essermi inerpicato per la ripida salita che ha il suo picco all’altezza del pozzo di Tofano, mi fermo alla congiunzione dei lati dell’immenso edificio, guardando l’entrata del comune e rivivendo le scene di La vita è bella. La mia passeggiata prosegue, discendo verso piazza San Domenico, entro nella chiesa e affondo verso il crocifisso di Cimabue (nascosto dalle impalcature), lasciandomi andare a una preghiera, anzi a due, come non facevo da tempo.
Sabato mattina, nel centro di Bibbiena alla ricerca della biblioteca. La città è già sveglia, solo pochi suoni soli a spezzare la pace di una placida città di provincia. Respiro la tranquillità che sa di battiti leggeri e lieti, cammino fino alla biblioteca, con una sola utile indicazione ad agevolare il mio percorso. Discendo le scale che mi portano all’edificio, vi entro e in un’atmosfera surreale prendo in prestito il libro utile al mio studio. Torno in auto, dopo aver attraversato a ritroso il lieve profumo dei secoli su muri poco illuminati dal sole. E torno verso casa, attraversando con inaspettata lentezza il paesaggio casentinese con sguardo innamorato in direzione futuro. D’improvviso dalla radio un live di Vasco Rossi, Ogni volta: le parole – che sento profondamente adatte al mio stato d’animo attuale – a mordicchiarmi il cuore e i pensieri e i miei occhi si adagiano in un pianto liberatore…
Ogni volta - Vasco Rossi E ogni volta che viene giorno January 26 Parole sui tubi
Lascio il testo dopo queste mie poche parole, perché credo si tratti di poesia in musica e lo trovo davvero molto intenso. Marta sui tubi - La spesa Un'altra sera a casa a masticare noia e surgelati
La tv vomitava vacui colori, la luce dei pensieri è spenta Programmerò il mio umore artificialmente e scriverò un saggio su come perdere tempo senza sprecare nemmeno un minuto. Vieni a farmi compagnia fiamma di carta, perditi con me nel labirinto di un monolocale a coltivare il miraggio di stare con i piedi per terra sopra il pavimento di un quinto piano condominiale E non so come ma arriverò puntuale. Mi manca un kilo di faccia integrale e due etti di comprensione e un cartone d' amore a lunga conservazione non rimane che fare la spesa Continuare a pagare per quello che voglio e quello che non ho ancora E non so dove ma arriverò puntuale Oh che vasta scelta mi si presenta che sceglierò ma voglio di più per riempire la cesta Che sceglierò Vorrei essere io una volta scelto "Sai di vivere una vita che è contronatura, dove un giorno è per la notte dove la paura va scacciata via in un attimo, in un gesto attento di quell'anima un po' scura che ti porti dentro. O forse è naturale inseguire il destino, perder l'innocenza per sentirsi bambino e dalle facce appese alle circostanze fai uun sorriso beffardo e non ti accorgi neanche" "...Di spalle o col viso rivolto alla mia ermetica gravità, so di aver Dio dentro, ma non è nient'altro che un piacevole stupro, un fulmine, un fulmine dentro la schiena!" January 05 Solo con me stesso (scrivendo al buio)...![]() Stasera sono solo e voglio dedicare una serata a me. È da tempo che non mi trovo a battere sui tasti di questo pc dando un senso concreto alla cascata dei miei pensieri: ne sentivo il bisogno. Sono solo, al buio, con James Blunt che fa da colonna sono a questa serata mista di malinconia, tristezza, felicità, ansia, sofferenza e speranza. È stato un anno difficile quello appena trascorso. Dicevo ai miei amici che ero felice che il 2008 fosse ormai alle spalle: in genere ritengo che sia stupido festeggiare, perché se un anno è stato bello, il fatto che sia trascorso non è motivo plausibile per festeggiare; diversamente se le cose sono andate male non sussistono le basi per far festa; infine celebrare l’ignoto è un po’ un azzardo. Tuttavia il fardello negativo che mi ha caricato sulle spalle il 2008 era davvero troppo gravoso per cercare di accettare di convivere ancora con quelle quattro cifre di un anno bisestile. Certo, so benissimo che non è un mero termine convenzionale a permettere di scrollarsi di dosso le difficoltà, però alle volte è anche utile trovare nelle convinzioni prive di logica un minimo di energia per tentare di affrontare le cose che la vita ti metterà davanti nel tuo prossimo futuro! L’anno appena iniziato l’ho definito “l’anno delle svolte”. L’obiettivo fondamentale ha una scadenza limitata e non posso – non devo – fallirlo, perché ne vale del giudizio che la parte più severa di me darà all’uomo che sono. Ho bisogno di chiudere il capitolo studio per potermi dedicare a qualcos’altro, per poter progettare nuovi traguardi da raggiungere, per poter voltare pagina al libro della mia vita. Altro mi aspetto da questo 2009: vorrei trovare la felicità che per lungo tempo lo scorso anno ho smarrito, desidero soprattutto rasserenarmi nell’anima, scacciare via quella sensazione di insoddisfazione che spesso percuote la mia coscienza, sentirmi un uomo migliore di quello che mi ritengo oggigiorno. So che tutte le risposte devo trovarle dentro di me, so che se ci sarà bisogno di svolte me ne renderò conto nel momento stesso in cui le affronterò; però non posso fare a meno di sentire dentro di me il bisogno di qualcosa che non ho, che desidero, che ho paura di non riuscire a raggiungere. Tra pochi giorni avrò trent’anni e troppo spesso mi capita di guardarmi alle spalle e di guardare a ciò che è stato, alle persone che hanno fatto parte della mia vita e non ci sono più, al tempo che non ho vissuto come avrei dovuto. Ho troppo spesso paura che il tempo non mi possa bastare, ho paura di fallire nella mia missione di vita. A tutte queste cose cerco di non pensarci, preferisco affrontare l’esistenza in maniera diretta, senza defilarmi nei momenti importanti, però non tutto va come vorrei e la solitudine che sento dentro certo non facilita le cose. Quindi nei propositi per il duemilanove c’è quello di vedermi uomo migliore quando mi guardo allo specchio della mia coscienza, c’è il desiderio di ritrovare gioia negli ambiti più importanti della mia vita, c’è la speranza che sia un anno da ricordare per i successi più che per le sconfitte. Stasera sono qui, avvolto dal buio come da una coperta calda dopo un’interminabile giornata al gelo, voglio riscaldarmi delle mie speranze, delle sfide che mi propongo, dei sogni che sono ancora lì, intonsi, pronti per essere scartati… November 23 Biliardini nei ricordi...![]() Giovedì sera sono andato a giocare a bowling a San Vittore, insieme a mio fratello e a due miei amici. Appena ho varcato la soglia della recinzione ho avuto un flashback: ho ricordato di una sera di qualche anno fa in cui, senza un motivo ben preciso, io, mio fratello, mio padre e mio zio Angelo abbiamo deciso di trascorrere una serata in quel locale. Il deja vu è intervenuto a far tornare alla luce un ricordo che avevo sepolto nella mia mente. Non ricordo molti dettagli della serata, però ricordo l’atmosfera che respiravamo, ricordo di un’avvincente partita a biliardino, ricordo che si scherzava e rideva, che ero entusiasta di trascorrere una serata e godere del lato giovanile di mio padre e della verve frizzante di mio zio. Penso sia stato uno dei momenti più felici che ho vissuto con loro tutti e in particolare con mio zio Angelo. Checché ne possa sembrare mi manca terribilmente. Mi mancano tante piccole stupide cose. Mi manca lo sfottò calcistico: dopo la sua morte son riuscito a farmi diventare simpatica anche la Juve. Mi mancano le battute ogni volta che ci vedevamo. Mi manca il suo apprezzarmi silenziosamente, senza mai dirlo. Mi manca il Peter Pan che era in lui e che non l’ha abbandonato neppure nei momenti più duri della sua malattia. Io continuo a vivere portandolo dentro di me, sorridendo pensando alle sue stravaganze, alle sue battute, ai momenti che abbiamo vissuto insieme. E seguo il calcio in maniera diversa: ogni partita che guardo è come se lui fosse accanto a me a gioire o a inveire per ogni azione; così ogni calcio ad un pallone che do, che vedo, è una dedica speciale a lui. Sembra trascorso tanto tempo da quella sera di felicità semplice e intensa, eppure per me è stato un attimo, nulla di più. Ogni volta chiudo gli occhi e torno a sorridere e subito dopo torno ad ascoltare vento in faccia l’assolo di Brian May in Innuendo sporto dal tettuccio della sua Fiat Uno bordeaux, con la libertà che straripa oltre la morte… October 23 Il bacio sulla bocca![]() Ascoltavo questa canzone stamane...
alcune parole le sento profonamente mie...
Bella,
che ci importa del mondo verremo perdonati te lo dico io da un bacio sulla bocca un giorno o l'altro. Ti sembra tutto visto tutto già fatto tutto quell'avvenire già avvenuto scritto, corretto e interpretato da altri meglio che da te. Bella, non ho mica vent'anni ne ho molti di meno e questo vuol dire (capirai) responsabilità perciò… Volami addosso se questo è un valzer volami addosso qualunque cosa sia abbraccia la mia giacca sotto il glicine e fammi correre inciampa piuttosto che tacere e domanda piuttosto che aspettare. Stancami e parlami abbracciami guarda dietro le mie spalle poi racconta e spiegami tutto questo tempo nuovo che arriva con te. Mi vedi pulito pettinato ho proprio l'aria di un campo rifiorito e tu sei il genio scaltro della bellezza che il tempo non sfiora ah, eccolo il quadro dei due vecchi pazzi sul ciglio del prato di cicale con l'orchestra che suona fili d'erba e fisarmoniche (ti dico). Bella, che ci importa del mondo. Stancami e parlami abbracciami fruga dentro le mie tasche poi perdonami sorridi guarda questo tempo che arriva con te guarda quanto tempo arriva con te.
Non vi pare sia stupenda?
September 12 Il nostro caro AngeloPoche mattine fa, mentre andavo al lavoro, su Radio Capital hanno fatto ascoltare questa canzone di Lucio Battisti ed ho pensato a te.
Non so per quale motivo, ieri pomeriggio in Chiesa, mentre celebravano la funzione religiosa del tuo funerale ed io mi apprestavo a dire poche parole in tuo ricordo, questo brano mi riecheggiava nei pensieri.
Non so, è come se il mistero delle parole del testo celasse qualcosa di te. E ora questo pezzo per me significa te, quello che sei stato e quello che sarai, nei miei pensieri, nella mia vita, ora e sempre...
Ciao zio!
Lucio Battisti - Il nostro caro Angelo
La fossa del leone
è ancora realtà uscirne è impossibile per noi è uno slogan falsità Il nostro caro angelo si ciba di radici e poi lui dorme nei cespugli sotto gli alberi ma schiavo non sarà mai Gli specchi per le allodole inutilmente a terra balenano ormai come prostitute che nella notte vendono un gaio un cesto d'amore che amor non è mai Paura e alienazione e non quello che dici tu le rughe han troppi secoli oramai truccarle non si può più il nostro caro angelo è giovane lo sai le reti il volo aperto gli precludono ma non rinuncia mai cattedrali oscurano le bianche ali bianche non sembran più Ma le nostre aspirazioni il buio filtrano traccianti luminose gli additano il blu
Beh, l'ultima frase racchiude il senso più profondo del mio sentire...
August 16 Esistenza dignitosa e varia![]() Ci son momenti di baluginante follia in cui vorrei essere tutto e niente.
Questa estate sta scorrendo via in maniera ambigua, tra momenti di insperata gioia e lunghi istanti di consistente tristezza frammista a una graffiata malinconia.
Non si tratta solo della consapevolezza del tempo che scorre, ma anche della paura di un futuro che non si ha la certezza di poter vivere.
I ricordi sovrastano le mie giornate e mi lasciano stagnante in attimi distratti di oblio.
E mi ritrovo vicino ai trent'anni, con la voglia di sognare che ho sin da bambino, così come il desiderio estremo di esplorare e di andare oltre.
Mi ritrovo vicino ai trent'anni con la paura di aver sbagliato tutto e di aver sperperato momenti di esistenza non vissuti.
Mi ritrovo vicino ai trent'anni con l'estremo bisogno di sentirmi vivo, di sentirmi uomo, di lasciare un segno del mio passaggio.
Mi ritrovo vicino ai trent'anni con desideri ancora intatti incellofanati nella mia anima.
Mi ritrovo vicino ai trent'anni a guardare il mondo con gli occhi di un bambino e gli occhi di un vecchio: estasiato dalla visione e disilluso per le sue nefandezze.
Mi ritrovo a vicino ai trent'anni metà bambino metà anziano, tutto sommato un uomo che ha ancora la speranza di poter vivere un'esistenza dignitosa e varia.
June 18 Nota di colore...
E ora una nota di colore...
Adoro questa canzone e la dedico ai francesi! Paolo Conte - Bartali
Farà piacere un bel mazzo di rose e anche il rumore che fa il cellophane
ma una birra fa gola di più in questo giorno appiccicoso di caucciù. Sono seduto in cima a un paracarro e sto pensando agli affari miei tra una moto e l’altra c’è un gran silenzio che descriverti non saprei. Oh, quanta strada nei miei snadali quanta ne avrà fatta Bartali quel naso triste come una salita quegli ochhi allegri da italiano in gita e i francesi ci rispettano che le balle ancora gli girano e tu mi fai - dobbiamo andare al cine - - e vai el cine, vacci tu. - È tutto un complesso di cose che fa sì che io mi fermi qui le donne a volte sì sono scontrose o forse han voglia di far la pipì. E tramonta questo giorno in arancione e si gonfia di ricordi che non sai mi piace restar qui sullo stradone impolverato, se tu vuoi andare, vai… e vai che io sto qui e aspetto Bartali scalpitando sui miei sandali da quella curva spunterà quel naso triste da italiano allegro tra i francesi che si incazzano e i giornali che svolazzano C’è un pò di vento, abbaia la campagna e c’è una luna in fondo al blu… Tra i francesi che s’incazzano e i giornali che svolazzano e tu mi fai - dobbiamo andare al cine - - e vai el cine, vacci tu! - L'eutanasia della democrazia...![]() In questi ultimi giorni stavo pensando che potrei anche abbandonare questo Paese. Affermazione forte a prima vista, ma motivata da pensieri coltivati da tempo. La nostra democrazia, che in realtà è sempre un termine estensivo (perché sono convinto che la nostra nazione sia in realtà gestita da un oligarchia economico-politica), sta morendo lentamente. L’eutanasia del senso critico a cui siamo sottoposti sta spegnendo anche le residue energie di protesta che bruciavano ancora in remoti anfratti dello Stivale! Finite le elezioni son sembrati tutti felici, convinti che si fosse giunti ad una svolta epocale, rassicurati dalla voglia di prendere decisioni in maniera davvero democratica, tutti inebriati da una chissà perché ravvivata speranza. Ma è bastato poco tempo per rendersi conto che le cose non stanno andando affatto verso la direzione auspicata dai più savi o semplicemente dai più speranzosi. Non sono mai stato un convinto sostenitore della sinistra, ma ho sempre guardato con sospetto la persona di Silvio. Tuttavia non ho mai pensato che potesse emulare la figura di Benito oltre certi limiti. Mi spiego, Benito era pubblicizzato come un don Giovanni e Silvio non ha mai perso occasione per far notare la sua spiccata dote di latin lover; Benito si è sempre mostrato in prima persona quando si trattava di pubblicizzare anche i lavori più umili e Silvio ha più volte dichiarato di aver fatto tanti mestieri (forse tutti!). Fin qui quindi niente di male, passi anche qualche leggina a favore proprio e dei propri adepti fatta nelle precedenti legislature, ma ora stiamo pian piano assistendo alla soppressione della libertà. Finora i gesti si sono mantenuti su una linea ancora abbozzata, ma non credo ci voglia molto a aumentare la valenza di certe decisioni unilaterali. Subito è stata decisa una legge sulle intercettazioni telefoniche, e chi era stato intercettato negli ultimi tempi per la richiesta di sistemazioni nelle assunzioni e nei programmi RAI? Poi via a limitare l’efficacia della legge nelle ipotetiche funzioni di giustizia che, guarda caso, potevano colpire la figura istituzionale di un certo Silvio. Poi ecco i militari per strada a garantire non so quale sicurezza oltre le normali forze di polizia, costrette a lavorare con limitazioni di leggi e di mezzi. E allora? Potrei essere un visionario distopico lo riconosco, tuttavia mi sembra che lentamente si stia stringendo una morsa attorno alla libertà personale, attorno al diritto di cronaca e di critica, attorno alle istituzioni democratiche. I numeri in Parlamento e le potenzialità economico-politiche per concentrare il potere nelle mani di uno, o di pochi della sua risma, c’è tutto. Sicché, nutro questi timori e conoscendo un minimo la storia del secolo scorso non credo di riuscire a sopportare in silenzio eventuali risvolti antidemocratici che potrebbero avverarsi da queste parti. Non ci sto a diventare burocrate silenzioso di una macchina amministrativa di uno stato non più di diritto. Spero solo che la mia sia solo paura, che davvero questo Paese potrà sopportare ginestricamente questi afosi venti radioattivi che funestano i miei pensieri futuri. Sono un italiano, orgoglioso di appartenere ad una Nazione che è uno dei fulcri centrali della cultura mondiale nel senso più largo possibile. Non ho mai desiderato di essere nato altrove, però non potrei accettare di vedere la mia bandiera annerirsi e non sventolare più libera, pulita e meravigliosa, in luoghi che possano essere anche lontani da un campo di calcio. May 15 Macchie scure
Ci sono delle macchie nere che oscurano l'azzurro del mio futuro, vorrei che fossero ombre di bei presagi in controsole, ma sono segni permanenti che lacereranno per sempre la mia anima.
April 29 Detetestando la mia ira regressiva
Ho sbagliato e me ne rendo conto. Mi son comportato in maniera villana e ingiustificabile. Un uomo dovrebbe essere in grado di controllare le proprie reazioni, io non l'ho fatto: ho agito in maniera sconsiderata e presuntuosa e non merito neppure la comprensione che mi è stata concessa.
Ho ferito me stesso, con il mio atteggiamento e ora non riesco a sopportare la mia anima che grida un silenzio accecante per gli occhi della mia coscienza. Forse tra qualche giorno chi ha subito la mia ira irrazionale avrà dimenticato tutto, ma io no: avrò sempre presente, quale monito a non ripetersi e quale pagina nera del mio comportamento, l'episodio che mi ha visto protagonista. Sto attraversando un periodo no, me ne rendo conto, sono diventato irascibile e scontroso verso tutti; ma ciò non giustifica la mia reazione.
Dovrei punire me stesso per questo affronto ai miei canoni comportamentali.
Forse un giorno mi placherò, ma ora son troppo adirato per poter lasciar riposare la mia coscienza ferita da un colpo autoinferto. April 20 Misantropo indotto![]() Vada come vada non sarà un successo.
Non mi piace come va il mondo, detesto gli uomini. Sono un misantropo oramai. Ma un misantropo indotto. Al mondo d'oggi non conviene comportarsi in maniera corretta, è preferibile essere disonesti, o peggio, malviventi. Quando sei adolescente vedi il quadro del tuo futuro sempre con sfumature azzurre sullo sfondo. Pensi sempre che si vada verso il miglioramento della situazione di tutto ciò che ti circonda: del mondo, dell'uomo, dei tuoi interessi privati. Ma arrivati alla mia età - e forse anche prima - ti rendi conto che nulla va come speravi, anzi, tutto va come non dovrebbe andare. Ti trovi uomo, avendo fatto molti sacrifici per raggiungere degli obiettivi, isolato nella tua essenza, costretto a mascherarti da persona cordiale e comprensiva nei rapporti con un'umanità incomprensibile. E allora hai voglia di lasciarti andare, di abbandonare tutto, di non ascoltare più il frastuono sconsiderato del mondo. Io non farò così, continuerò a combattere, ma solo per me stesso. Accoglierò con stonata disillusione tutto ciò che verrà e cercherò di oppormi per quanto possibile alle ingiustizie che vedrò compiersi. Nuotando in apnea sotto il ghiaccio... April 01 My Blueberry Nights![]() Ho visto due film in due giorni. Il cinema mi piace molto ma ho bisogno di una certa atmosfera per vedere i film, altrimenti desisto. Il cinema in compagnia della mia 'tatina è uno dei rituali d'amore che preferisco: non so perché, ma godere insieme delle emozioni di un film ha un sapore tutto particolare, senza eguali. L'amore per il cinema è tra le affinità maggiori tra noi due che siamo dotati di individualità forti e indipendenti, che, però, sanno trovare nell'amore che li unisce il mezzo più idoneo per manifestare la propria libertà di spirito.
Domenica abbiamo deciso di andare a vedere Tutta la vita davanti, perché mi aveva intrigato molto la presentazione che casualmente avevo visto da Baudo. In particolare mi aveva colpito il ruolo della Ferilli, per cui di solito ho sempre nutrito un certo pregiudizio. Beh, il film mi è piaciuto molto, sia per la tematica trattata, sia per il modo con cui è stato organizzato, nonché per il ruolo degli attori. Sopra tutto credo che gli attori abbiano reso migliore il film. Molto brava la protagonista; esilarante - sebbene a tratti tragicomica, così come richiesto dal ruolo - la Ferilli, che credo abbia realizzato una delle sue migliori performance da attrice. Il film fa pensare molto, forse troppo. Ci sono stati momenti in cui mi son ritrovato prossimo alle lacrime. Dobbiamo ragionare sulla nostra realtà, renderci conto del continuo lavaggio del cervello, a volte centrifugato, a cui tutto ciò che ci circonda, in particolare media e industrie, per mezzo della pubblicità, ci sottopongono; dobbiamo imparare a filtrare le informazioni che riceviamo, per non rischiare di essere sommersi dal mondo che pretendono di dipingerci intorno. Gli stessi individui che costruiscono tutto questo marchingegno, tuttavia, sono vittime di questo sistema di cose. Insomma, alla fine del film, anche se non avevo bisogno di questa conferma per giungere a tali conclusioni e pur trattandosi di un film, ho avuto - per l'ennesima volta quindi - dimostrazione che l'essere umano si stia spingendo verso un abisso vorticoso dal quale probabilmente, come da un buco nero, non c'è via d'uscita.
Passiamo alla vera sorpresa della mia cinefilia. Ieri sera, spinto anche da desideri estetici della mia consorte, sono andato a vedere Un bacio romantico di Wong Kar-wai . Ora, letto così, il film non riscuote tutto questo interesse, anzi, penso che qualunque persona vagamente attenta riesca a riconoscere nel titolo la solita poltiglia romantica tendente alle vicende delle telenovele. Beh, iniziato il film, dopo pochi istanti, ci siamo accorti che c'erano delle spezie nella narrazione visiva. La storia, di per sé, non è nulla di particolarmente originale, ma non conta solo il plot, a volte, e soprattutto, conta lo stile! Beh, davvero complimenti al regista, allo sceneggiatore, al direttore della fotografia: il film merita davvero di essere visto, proprio perché è un piacere visivo guardarlo! Riprese particolari, colori al tempo stesso estranianti e convergenti nella realtà descritta, utilizzo degli strumenti cinematografici ispirato e originale. Una circonferenza di vita che ruota intorno al suo centro fisso, per poi, in maniera concentrica, ritornarci; questo il sunto della trama. Ma ho apprezzato davvero la regia, che ha svariato dall'utilizzo di una telecamera fissa di un locale (reale o simulata), a quello del dolly. E poi i colori del film: un on the road che raramente mostra la luce del sole e lo fa solo per descrivere un momento di morte seguito a ruota da un momento di rinascita. Per il resto il film mostra sempre un'America nascosta, non sfarzosa, ma affaticata, afflitta, in disparte. La vita di tanti essere umani che rasenta la banalità, ma si appropria della sofferenza, dell'ineluttabile; un America spenta e opaca. Un percorso che porta al compimento di una storia d'amore, alla consapevolezza che con la persona giusta anche le difficoltà più gravose si possono superare.
Piacevoli sensazioni... P.S. Se avessi saputo che il titolo originale del film, che in italiano era stato completamente svuotato di senso e di appeal, era My Blueberry Nights, non avrei avuto perplessità a sedermi in poltrona: per fortuna, che per una volta non mi son fatto influenzare dalla presentazione, ma ho preferito addentrarmi oltre! February 14 Mi piace quando taci...Il tuo intervento mi ha fatto pensare ad una poesia di Neruda... E te la dedico... Mi piaci quando taci January 23 Applausi![]() E il ministro si levò tra gli applausi fumanti di una folla di rifiuti sui pari…
Troppi scranni occupati da menzogneri infami e parassiti, troppi giorni smarriti a dare un senso al vuoto che mi veste, troppa solitudine nel mia anima pubblica. È stata una settimana densa di avvenimenti, quella da poco trascorsa. Una settimana che ha segnato l’abbandono totale dell’intelligenza da quel che riguarda la gestione della cosa pubblica. Penso che dopo aver visto parlamentari applaudire un loro consimile, innocente o meno (io voto per il meno), indagato in più ambiti, non credo si possa pretendere di meglio per il costume di un popolo. I rifiuti continuano a fumare e non appartengono solo a Napoli, ma a tutta l’Italia: i rifiuti fumanti sono la metafora perfetta di quel che siamo, come Paese e come persone. Non meritiamo di più, perché siamo noi i primi a permettere tutto ciò. Siamo noi ad aver permesso ai vecchi rugosi e stantii seduti in Parlamento di ridurci in queste condizioni. Siamo noi ad aver permesso che la raccomandazione sia ormai la credenziale maggiore per essere avviati ad una professione o a qualunque condizione vitale che la prescrive. Siamo noi che non osiamo ribellarci a chi continua a gettare terra sulla nostra bara, mentre noi siamo ancora vivi, benché prigionieri di tavole di legno e zinco. Sono arrabbiato e deluso, arrabbiato e sconfitto, arrabbiato e depresso. Non vedo vie d’uscita, ma solo peggioramenti della situazione attuale. Nulla va come dovrebbe, è l’essere umano a non piacermi, a rattristarmi. Ma io sono un sognatore, solo per questo che preservo i miei pensieri ribelli. Intanto Applausi, come cantavano i Camaleonti. Applausi ai mondezzari in giacca e cravatta che avvelenano il mio presente e il mio futuro, applausi alla classe marcia del mio Paese, applausi ai nati sudditi che non si ribellano mai, applausi alle soubrette scambiate per voti politici, applausi all'indistinta massa di fuorilegge legislatori che occupa gli scranni di una tentata democrazia, applausi al malcostume che abbraccia il carnevale perenne chiamato Italia... ...applausi per tutti, silenzio per me. January 03 Pensieri ciondolanti di inizio anno![]() Ieri sera sono stato a vedere il film di Pieraccioni Una moglie bellissima.In genere non amo i film natalizi, li trovo stupidi e non riesco a ridere nemmeno più di tanto. Ieri sera ero costretto ad andare al cinema, perché ho degli ingressi da consumare entro pochi giorni, prima di perderli. Ho avuto la malsana idea di fare l'abbonamento, contando sul fatto di poter consumare gli ingressi entro tre mesi e risparmiare qualcosina dai prezzi esagerati che impongono. Varie vicessitudini e l'assenza di titoli che mi aggradassero mi hanno condotto a questa situazione. Digressione a parte. Ho deciso di vedere il film di Pieraccioni, perché la sua comicità mi è sempre piaciuta: sobria, intelligente, non volgare. In più il film era stato girato in parte ad Anghiari, e, come se non bastasse, il protagonista si chiama come me!
Insomma, ho visto il film! E mi è piaciuto molto. La moglie bellissima è la cosa meno interessante. Il pezzo più divertente è quando il protagonista cerca di spiegare agli abitanti delle Seychelles alcune nostre "leggi". Mi è piaciuta anche la morale del film, la sottile critica verso il vuoto della vita dei VIP (che poi per me non sono very important per niente!) e il dipinto della serenità della vita di persone normali. Un film intelligente.
Iniziato l'anno è, come direbbe il maestro Yoda. Ebbene sembra non esser cambiato nulla. Il mondo continua a marcire, il petrolio aumenta, l'immondizia è ormai in metastasi, nuovi pistoleri ritengono intelligente festeggiare l'anno nuovo sparando all'impazzata, ancora qualcuno ha devoluto al vecchio anno, o forse al nuovo, parte del suo corpo sfumata tra sottilissime particelle di polvere pirica!
Insomma, sono nel nuovo anno, mi attendono periodi molto impegnativi e spero di realizzare i miei progetti. Riguardo all'amore, beh vorrei continuare a sognare amando ad occhi aperti... December 09 Da Carboni a Guaguin...
Se solo eliminassero i filtri di questa rete riuscirei a fare un intervento completo! Ma non importa, ho imparato ad adattarmi alle circostanze. October 28 Uomini e no
Questa estate ho deciso di leggere il libro di Vittorini Uomini e no. Era a lungo tempo che lo desideravo. I libri che trattano dei temi della guerra nelle sue mille propagazioni mi hanno sempre appassionato. Sull'argomento Resistenza, in particolare, ho letto libri che trattavano l'argomento da più punti di vista. Gli studi universitari che ho potuto fare sull'argomento hanno acuito la mia passione e penso che il libro di Vittorini non sarà l'ultimo della serie a capitare sotto le mie lenti. Di solito si pensa ad una Resistenza sulle montagne, lontano dalle città, eppure c'era anche la lotta urbana. Avevo letto Il mio granello di sabbia di Bolis: schietto, diretto, crudo parlava della resistenza genovese. Così ho deciso di puntare su quella milanese narrata da Vittorini. Al primo impatto sono rimasto interdetto: uno stile molto particolare, per certi versi artificioso, stentato: unisce la realtà con una dimensione onirica che pervade tutte le vicende narrate... Eppure il libro ha lasciato un segno profondo nel mio animo. Di solito non dico se un romanzo mi è piaciuto o meno appena l'ho terminato, perché ho bisogno di metabolizzarlo prima; ho bisogno che i miei pensieri continuino a ruminare prima di avere il giudizio finale. Ebbene, questo mi è rimasto dentro. L'immagine dell'assassinio di alcuni partigiani del GAP, ma anche di civili inermi, tra cui una bambina, lascia senza fiato. Nonostante il tutto avvenga in una dimensione onirica, la crudezza di quanto narrato penetra nelle viscere fino a rendere necessario deglutire per riprendere a respirare... E poi la scena del primo finale, con Enne 2 in versione eroica, ma anche disperatamente solitaria, è di una bellezza oscena. Così ho compreso che lo stile era voluto, che la dimensione indefinibile in cui si svolge il romanzo era la causa e la conseguenza di certe scelte dell'autore. Una sensazione di incertezza come le vite di chi ha lottato per un'Italia libera, sottoposte ogni secondo alla possibilità della fine anzitempo, o a cose peggiori. Io vorrei che la gente non dimenticasse queste persone. Non dimenticasse la nostra storia, perché solo così potrebbe nascere un piccolo grido di protesta verso chi abusa di questo ricordo, verso chi lo straccia nelle vesti di un futuro opaco e distratto a cui mi fa male assistere da spettatore impotente.
Chissà se mai l'uomo imparerà ad essere uomo e non solo bestia becera e becchina... October 08 Buongiorno a te...![]() Vorrei dedicare a te questo risveglio, queste parole che escono da un cuore ancora addormentato ma sincero, a te che di notte senti la mia mancanza, a te che mi sai avvolgere della tua sensibilità del tuo amore del tuo respiro ed io che resto attonito nell'incontrarti, nella vita come nei sogni...
Ho voglia di nuotare nel sogno reale di noi, in un caldo fluire di emozioni mentre tutto intorno il mondo langue.
Ho voglia di entrare in un sistema di reazioni a catena fino a perdermi totalmente in Noi. Ho voglia di essere uomo, accanto a te donna, finalmente consapevoli l'uno dell'altra. Tutto il resto è uno sbiadito contorno a questo colore sprizzante che è il nostro Amore...
Buongiorno a te, amore mio... September 28 La strage della non violenza
In Birmania si sta compiendo la strage della pace, la strage della non violenza. Un'ennesima dittatura di gente senza scrupoli intende annientare l'istinto di ribellione di persone che non chiedono altro che vivere dignitosamente. Stanno sparando sulla pace, stanno sparando su persone inermi, stanno sparando sulla cultura e sulla libertà di informazione. Noi non possiamo fare molto, ma possiamo manifestare il nostro pensiero, silenziosamente, così come han fatto e continuato a fare loro. Mi sono emozionato a guardare la forza prorompente del gesto di questi monaci e di chi ha avuto il coraggio di unirsi a loro. Azioni che ricordano quelle del Mahatma Gandhi. Oggi, 28 settembre, all'alba di un giorno nuovo, indossiamo tutti una maglietta, un foulard, un fiocco rosso per far capire ai vigliacchi detentori del potere che li stiamo guardando, che non potranno sparare sulle nostre idee e che prima o poi dovranno rispondere delle loro azioni. Un semplice gesto, silenzioso, un significato profondo, acuto, come un grido insopprimibile...
P.S. L'immagine ha un significato di speranza, dagli occhi del bambino che in me, che crede ancora in un mondo nuovo... September 17 Una poesia è una cittàStamane mi son svegliato con questa poesia a galleggiarmi nei pensieri...
![]() Charles Bukowski – Una poesia è una città Una poesia è una città piena di strade e tombini Una poesia è questa città adesso, Una poesia è una città, una poesia è una nazione, E ora metto questo sotto vetro July 24 Monologo di FrecciaÈ uno dei pezzi di cinema che preferisco. Il film, checché ne dicano gli altri, a me è piaciuto moltissimo e, soprattutto, mi è rimasto dentro. Credo che sia la migliore performance di Stefano Accorsi al cinema. Il monologo è un capolavoro...
Credo nelle rovesciate di Bonimba, e nei riff di Keith Richards. Credo al doppio suono di campanello del padrone di casa, che vuole l'affitto ogni primo del mese. Credo che ognuno di noi si meriterebbe un padre e una madre che siano decenti con lui almeno finché non si sta in piedi. Credo che un'Inter come quella di Corso, Mazzola e Suarez non ci sarà mai più, ma non è detto che non ce ne saranno altre belle in maniera diversa. Credo che non sia tutto qui, però prima di credere in qualcos'altro bisogna fare i conti con quello che c'è qua, e allora mi sa che crederò prima o poi in qualche dio. Credo che se mai avrò una famiglia sarà dura tirare avanti con trecento mila al mese, però credo anche che se non leccherò culi come fa il mio caporeparto difficilmente cambieranno le cose. Credo che c'ho un buco grosso dentro, ma anche che, il rock n' roll, qualche amichetta, il calcio, qualche soddisfazione sul lavoro, le stronzate con gli amici ogni tanto questo buco me lo riempiono. Credo che la voglia di scappare da un paese con ventimila abitanti vuol dire che hai voglia di scappare da te stesso, e da te stesso non ci scappi nemmeno se sei Eddie Merckx. Credo che non è giusto giudicare la vita degli altri, perché comunque non puoi sapere proprio un cazzo della vita degli altri.
Da Radiofreccia 1997 June 01 Buonanotte fatata...
E trovarsi scoordinati nel tempo e nello spazio, vedere capitoli della tua vita chiudersi - almeno parzialmente - e desiderarne di nuovi...
Accorgersi che la bellezza dei bimbi ti dona una gioia irreperibile altrove e sentire crescere dentro la voglia di dare vita alla vita...
Guardare in faccia la propria vita e rendersi conto che necessita di una svolta determinante.
Tutti questi i pensieri che mi hanno accompagnato nel mio girovagare viaggiante di questi ultimi giorni...
Sento dentro di me mutare gli orizzonti, ampliarsi gli spazi e crescere dentro la voglia di vivere il mio destino con la mia lei...
Chissà se la paura di perdersi l'un l'altra è un bisogno costante di legarsi per sempre... Con calma, senza fretta, sarà futuro...
Buonanotte mio fato... Buonanotte mia fata... |
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