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日志


1月26日

Parole sui tubi


Ieri stavo ascoltando il nuovo album dei Marta sui tubi, un gruppo che ho avuto il piacere di scoprire qualche anno fa all'Arezzo Wave e che da allora ho sempre seguito per quel tocco innovativo che hanno sempre messo nella loro arte. Mentre ascoltavo una canzone del loro nuovo album sono rimasto colpito dal testo che penetrava a fondo la mia anima, toccando corde di pensieri che ero capace di suonare solo in occasione dei monologhi silenziosi con me stesso; ritrovando quella malinconia, quella fragilità, quel bisogno di cose che sai di non poter avere nell'immediato e chissà se mai , ma anche il coraggio e la fierezza di sapere di stare percorrendo la strada scelta (se giusta o meno sarà il futuro a dirlo).
Lascio il testo dopo queste mie poche parole, perché credo si tratti di poesia in musica e lo trovo davvero molto intenso.



Marta sui tubi
- La spesa

Un'altra sera a casa a masticare noia e surgelati
La tv vomitava vacui colori, la luce dei pensieri è spenta
Programmerò il mio umore artificialmente e scriverò
un saggio su come perdere tempo senza sprecare nemmeno un minuto.
Vieni a farmi compagnia fiamma di carta,
perditi con me nel labirinto di un monolocale
a coltivare il miraggio di stare con i piedi per terra
sopra il pavimento di un quinto piano condominiale

E non so come ma arriverò puntuale.

Mi manca un kilo di faccia integrale
e due etti di comprensione
e un cartone d' amore a lunga conservazione
non rimane che fare la spesa
Continuare a pagare
per quello che voglio e quello che non ho ancora

E non so dove ma arriverò puntuale

Oh che vasta scelta
mi si presenta
che sceglierò
ma voglio di più
per riempire la cesta
Che sceglierò
Vorrei essere io una volta
scelto

"Sai di vivere una vita che è contronatura, dove un giorno è per la notte
dove la paura va scacciata via in un attimo, in un gesto attento di quell'anima un po' scura che ti porti dentro.
O forse è naturale inseguire il destino, perder l'innocenza per sentirsi bambino e dalle facce appese alle circostanze fai uun sorriso beffardo e non ti accorgi neanche"

"...Di spalle o col viso rivolto alla mia ermetica gravità,
so di aver Dio dentro, ma non è nient'altro che un piacevole stupro,
un fulmine, un fulmine dentro la schiena!"

10月23日

Il bacio sulla bocca

 
Ascoltavo questa canzone stamane...
 
alcune parole le sento profonamente mie...
 
 
Ivano Fossati Il Bacio Sulla Bocca da Lampo Viaggiatore (2003)
Bella,
che ci importa del mondo
verremo perdonati te lo dico io
da un bacio sulla bocca un giorno o l'altro.

Ti sembra tutto visto tutto già fatto
tutto quell'avvenire già avvenuto
scritto, corretto e interpretato
da altri meglio che da te.

Bella,
non ho mica vent'anni
ne ho molti di meno
e questo vuol dire (capirai)
responsabilità
perciò…

Volami addosso se questo è un valzer
volami addosso qualunque cosa sia

abbraccia la mia giacca sotto il glicine
e fammi correre
inciampa piuttosto che tacere
e domanda piuttosto che aspettare.


Stancami
e parlami
abbracciami
guarda dietro le mie spalle
poi racconta
e spiegami
tutto questo tempo nuovo
che arriva con te.

Mi vedi pulito pettinato
ho proprio l'aria di un campo rifiorito
e tu sei il genio scaltro della bellezza
che il tempo non sfiora
ah, eccolo il quadro dei due vecchi pazzi
sul ciglio del prato di cicale
con l'orchestra che suona fili d'erba
e fisarmoniche
(ti dico).

Bella,
che ci importa del mondo.

Stancami
e parlami
abbracciami
fruga dentro le mie tasche
poi perdonami
sorridi
guarda questo tempo
che arriva con te
guarda quanto tempo
arriva con te.

 

 

Non vi pare sia stupenda?


6月18日

Nota di colore...

E ora una nota di colore...
 
Adoro questa canzone e la dedico ai francesi!
 
 
 
Paolo Conte - Bartali
 

Farà piacere un bel mazzo di rose
 
e anche il rumore che fa il cellophane

ma una birra fa gola di più

in questo giorno appiccicoso di caucciù.



Sono seduto in cima a un paracarro

e sto pensando agli affari miei

tra una moto e l’altra c’è un gran silenzio

che descriverti non saprei.



Oh, quanta strada nei miei snadali

quanta ne avrà fatta Bartali

quel naso triste come una salita

quegli ochhi allegri da italiano in gita

e i francesi ci rispettano

che le balle ancora gli girano

e tu mi fai - dobbiamo andare al cine -

- e vai el cine, vacci tu. -



È tutto un complesso di cose

che fa sì che io mi fermi qui

le donne a volte sì sono scontrose

o forse han voglia di far la pipì.

E tramonta questo giorno in arancione

e si gonfia di ricordi che non sai

mi piace restar qui sullo stradone

impolverato, se tu vuoi andare, vai…

e vai che io sto qui e aspetto Bartali

scalpitando sui miei sandali

da quella curva spunterà

quel naso triste da italiano allegro

tra i francesi che si incazzano

e i giornali che svolazzano

C’è un pò di vento, abbaia la campagna

e c’è una luna in fondo al blu…



Tra i francesi che s’incazzano

e i giornali che svolazzano

e tu mi fai - dobbiamo andare al cine -

- e vai el cine, vacci tu! -
 
9月1日

Impressioni di settembre

 

Premiata Forneria Marconi 

Impressioni Di Settembre

Quante gocce di rugiada intorno a me,
cerco il sole ma non c'è…
Dorme ancora la campagna, forse no,
è sveglia, mi guarda, non so.
Già l'odore della terra odor di grano,
sale adagio verso me.
e la vita nel mio petto batte piano,
respira la nebbia, penso a te.
Quanto verde tutto intorno a ancor piú in là,
sembra quasi un mare l'erba,
e leggero il mio pensiero vola e va
ho quasi paura che si perda…
Un cavallo tende il collo verso il prato
resta fermo con me:
faccio un passo, lui mi vede, è già
fuggito…
Respiro la nebbia, penso a te.
No, cosa sono adesso non lo so
sono solo, un uomo in cerca di se stesso
no, cosa sono adesso non lo so
sono solo, solo il suono del mio passo…
Ma intanto il sole tra la nebbia filtra già:
il giorno come sempre sarà.
Aria tersa d'un settembre che pare senza fine
aria già fredda
acqua già fredda…
intorno irrepetibili colori e silenzi
e foglie cadute e cadute
e nubi bige a rimpiettino
e il mio rabbrividire...
ia giacca stretta al petto...
un sapore di uva...
e dita attaccatticca...
e il giorno
come vai bello
come sempre possente:
Come sempre...

 

10月27日

Le mie parole

Samuele Bersani (testo di Pacifico)
 
Le mie parole sono sassi
precisi aguzzi pronti da scagliare
su facce vulnerabili e indifese
sono nuvole sospese
gonfie di sottointesi
che accendono negli occhi infinite attese
sono gocce preziose indimenticate
Sono lampi dentro a un pozzo, cupo e abbandonato
un viso sordo e muto che l'amore ha illuminato
sono foglie cadute
promesse dovute
che il tempo ti perdoni per averle pronunciate
sono note stonate
sul foglio capitate per sbaglio
tracciate e poi dimenticate
le parole che ho detto, oppure ho creduto di dire
lo ammetto
strette tra i denti
passate, ricorrenti
inaspettate, sentite o sognate...
Le mie parole son capriole
palle di neve al sole
razzi incandescenti prima di scoppiare
sono giocattoli e zanzare, sabbia da ammucchiare
piccoli divieti a cui disobbedire
sono andate a dormire sorprese da un dolore profondo
che non mi riesce di spiegare
fanno come gli pare
si perdono al buio per poi ritornare
Sono notti interminate, scoppi di risate
facce sopraesposte per il troppo sole
sono questo le parole
dolci o rancorose
piene di rispetto oppure indecorose
Sono mio padre e mia madre
un bacio a testa prima del sonno
un altro prima di partire
le parole che ho detto e chissà quante ancora devono venire...
strette tra i denti
risparmiano i presenti
immaginate, sentite o sognate
spade, fendenti
al buio sospirate, perdonate
da un palmo soffiate

 

 

Sono pensieri che non ho mai espresso, ma che mi appartengono... Non avrei saputo fare di meglio... Eppure ogni volta che l'ascolto sento questa canzone profondamente mia!

La dedico a me stesso... e ai miei pensieri... ribelli!




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