Cosimo's profilePensieri RibelliPhotosBlogLists Tools Help

Blog


    April 01

    My Blueberry Nights

    Ho visto due film in due giorni. Il cinema mi piace molto ma ho bisogno di una certa atmosfera per vedere i film, altrimenti desisto. Il cinema in compagnia della mia 'tatina è uno dei rituali d'amore che preferisco: non so perché, ma godere insieme delle emozioni di un film ha un sapore tutto particolare, senza eguali. L'amore per il cinema è tra le affinità maggiori tra noi due che siamo dotati di individualità forti e indipendenti, che, però, sanno trovare nell'amore che li unisce il mezzo più idoneo per manifestare la propria libertà di spirito.
    Domenica abbiamo deciso di andare a vedere Tutta la vita davanti, perché mi aveva intrigato molto la presentazione che casualmente avevo visto da Baudo. In particolare mi aveva colpito il ruolo della Ferilli, per cui di solito ho sempre nutrito un certo pregiudizio. Beh, il film mi è piaciuto molto, sia per la tematica trattata, sia per il modo con cui è stato organizzato, nonché per il ruolo degli attori. Sopra tutto credo che gli attori abbiano reso migliore il film. Molto brava la protagonista; esilarante - sebbene a tratti tragicomica, così come richiesto dal ruolo - la Ferilli, che credo abbia realizzato una delle sue migliori performance da attrice. Il film fa pensare molto, forse troppo. Ci sono stati momenti in cui mi son ritrovato prossimo alle lacrime. Dobbiamo ragionare sulla nostra realtà, renderci conto del continuo lavaggio del cervello, a volte centrifugato, a cui tutto ciò che ci circonda, in particolare media e industrie, per mezzo della pubblicità, ci sottopongono; dobbiamo imparare a filtrare le informazioni che riceviamo, per non rischiare di essere sommersi dal mondo che pretendono di dipingerci intorno. Gli stessi individui che costruiscono tutto questo marchingegno, tuttavia, sono vittime di questo sistema di cose. Insomma, alla fine del film, anche se non avevo bisogno di questa conferma per giungere a tali conclusioni e pur trattandosi di un film, ho avuto - per l'ennesima volta quindi - dimostrazione che l'essere umano si stia spingendo verso un abisso vorticoso dal quale probabilmente, come da un buco nero, non c'è via d'uscita.
    Passiamo alla vera sorpresa della mia cinefilia. Ieri sera, spinto anche da desideri estetici della mia consorte, sono andato a vedere Un bacio romantico di Wong Kar-wai . Ora, letto così, il film non riscuote tutto questo interesse, anzi, penso che qualunque persona vagamente attenta riesca a riconoscere nel titolo la solita poltiglia romantica tendente alle vicende delle telenovele. Beh, iniziato il film, dopo pochi istanti, ci siamo accorti che c'erano delle spezie nella narrazione visiva. La storia, di per sé, non è nulla di particolarmente originale, ma non conta solo il plot, a volte, e soprattutto, conta lo stile! Beh, davvero complimenti al regista, allo sceneggiatore, al direttore della fotografia: il film merita davvero di essere visto, proprio perché è un piacere visivo guardarlo! Riprese particolari, colori al tempo stesso estranianti e convergenti nella realtà descritta, utilizzo degli strumenti cinematografici ispirato e originale. Una circonferenza di vita che ruota intorno al suo centro fisso, per poi, in maniera concentrica, ritornarci; questo il sunto della trama. Ma ho apprezzato davvero la regia, che ha svariato dall'utilizzo di una telecamera fissa di un locale (reale o simulata), a quello del dolly. E poi i colori del film: un on the road che raramente mostra la luce del sole e lo fa solo per descrivere un momento di morte seguito a ruota da un momento di rinascita. Per il resto il film mostra sempre un'America nascosta, non sfarzosa, ma affaticata, afflitta, in disparte. La vita di tanti essere umani che rasenta la banalità, ma si appropria della sofferenza, dell'ineluttabile; un America spenta e opaca. Un percorso che porta al compimento di una storia d'amore, alla consapevolezza che con la persona giusta anche le difficoltà più gravose si possono superare.
    Piacevoli sensazioni...

    P.S. Se avessi saputo che il titolo originale del film, che in italiano era stato completamente svuotato di senso e di appeal, era My Blueberry Nights, non avrei avuto perplessità a sedermi in poltrona: per fortuna, che per una volta non mi son fatto influenzare dalla presentazione, ma ho preferito addentrarmi oltre!
    July 24

    Monologo di Freccia

    È uno dei pezzi di cinema che preferisco. Il film, checché ne dicano gli altri, a me è piaciuto moltissimo e, soprattutto, mi è rimasto dentro. Credo che sia la migliore performance di Stefano Accorsi al cinema. Il monologo è un capolavoro...
     

     
    Credo nelle rovesciate di Bonimba, e nei riff di Keith Richards. Credo al doppio suono di campanello del padrone di casa, che vuole l'affitto ogni primo del mese. Credo che ognuno di noi si meriterebbe un padre e una madre che siano decenti con lui almeno finché non si sta in piedi. Credo che un'Inter come quella di Corso, Mazzola e Suarez non ci sarà mai più, ma non è detto che non ce ne saranno altre belle in maniera diversa. Credo che non sia tutto qui, però prima di credere in qualcos'altro bisogna fare i conti con quello che c'è qua, e allora mi sa che crederò prima o poi in qualche dio. Credo che se mai avrò una famiglia sarà dura tirare avanti con trecento mila al mese, però credo anche che se non leccherò culi come fa il mio caporeparto difficilmente cambieranno le cose. Credo che c'ho un buco grosso dentro, ma anche che, il rock n' roll, qualche amichetta, il calcio, qualche soddisfazione sul lavoro, le stronzate con gli amici ogni tanto questo buco me lo riempiono. Credo che la voglia di scappare da un paese con ventimila abitanti vuol dire che hai voglia di scappare da te stesso, e da te stesso non ci scappi nemmeno se sei Eddie Merckx. Credo che non è giusto giudicare la vita degli altri, perché comunque non puoi sapere proprio un cazzo della vita degli altri. 
     
     
    Da Radiofreccia 1997


    November 26

    Nuovo cinema paradiso

     
    Stasera mi sono ritrovato a guardare Nuovo cinema paradiso...
    L'avevo guardato molti anni fa e lo ricordavo appena...
    Ad un certo punto mi son ritrovato a piangere come un bambino, quasi a singhiozzare...
    Come è bello alle volte poter piangere...
    Anche senza un motivo preciso piangere è catartico...
    Rivedrei il film altre cento volte...
    E forse mi ritroverei a piangere...
    Ma va bene così, mi fa bene così...
     
     
     
     
     
    P.S. Un pensiero anche al grande Philippe Noiret, attore di film indimenticabili come Il Postino.


    Messenger League Gioca i campionati di calcio europei su Messenger League!